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Alfa Romeo Mito Quadrifoglio Verde Sprint Edition

4 aprile 2018
di Tommaso Ferrari
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    Ci rinfreschiamo la memoria con la Quadrifoglio Verde entry level

    Circa un anno e mezzo fa un mio caro amico (la persona più indecisa del mondo) è stato obbligato dal sottoscritto ad acquistare l’ Alfa Romeo Mito Quadrifoglio Verde protagonista di queste immagini, uno dei 140 esemplari Sprint Edition presenti in Italia. Con un motore 1.4 Multiair con 170 cavalli e una carrozzeria pratica, la compatta che riportava orgogliosamente sulla fiancata lo storico Quadrifoglio prometteva di unire sportività e praticità, insieme ad un aspetto non troppo vistoso ma al contrario piuttosto fine e curato. La versione standard della Mito era stata un’auto capace di vendere molto sfidando lo stile della onnipresente Mini e della chic Citroen DS3, ma in quanto a emozioni dietro il volante aveva grosse lacune; è qui che entrò in scena la versione più spinta del modello, dotata del sopracitato motore turbocompresso e soprattutto di sospensioni adattive, una rarità del segmento per l’epoca, regolabili tramite il noto manettino “DNA” Alfa Romeo.

    Alfa Romeo Mito Quadrifoglio Verde Sprint Edition

    Inoltre, mentre la versione standard della Quadrifoglio Verde (e con lei la versione da 155 cavalli) non mi ha mai dato brividi vista la caratterizzazione sportiva piuttosto anonima, la Sprint Edition è tutta un’altra storia: tetto nero, specchietti cromati, battitacco e targhetta dedicati ma soprattutto degli spettacolari cerchi multi razza da 18 pollici che riempiono orgogliosamente i passaruota maggiorati della carrozzeria. L’aspetto di questa particolare versione è anche impreziosito dalla verniciatura color Biancospino e dal logo del Quadrifoglio Verde in bella vista sopra il passaruota anteriore, che rendono questa Mito sportiva, ma anche esteticamente molto elegante. Per goderci e testare le qualità di questa compatta siamo andati fino al Lago d’Idro, uno specchio d’acqua poco noto ma incantevole fra i laghi Iseo e Garda, ovviamente evitando la tangenziale e dirigendoci al ritorno verso le coste di S. Eusebio a Nave, famose per l’omonima cronoscalata.

    Alfa Romeo Mito Quadrifoglio Verde Sprint Edition

    Viaggiando tranquillamente lungo il lago l’interno della Mito è sufficientemente comodo e curato, con targhetta Sprint Edition, stemmi Alfa Romeo cuciti sullo schienale dei sedili e stampati sui pedali, e una plancia in simil fibra di carbonio anche se alcuni elementi del cruscotto e dello sterzo fanno molto “effetto Grande Punto”. Nonostante ciò però la guida è confortevole e a sorpresa persino i consumi non sono così diversi da una Mito da 78 cavalli. Quello di davvero diverso rispetto a una Mito standard sono le prestazioni che si possono ottenere giocando con il manettino del DNA. Ignoriamo la A (che sta per All Weather, in caso di pioggia o neve), e passiamo qualche chilometro in N (Normal), ottima per la guida di tutti i giorni ma dove lo sterzo non è comunicativo e l’acceleratore è tremendamente pigro; meglio passare subito alla prima lettera del manettino.

    Alfa Romeo Mito Quadrifoglio Verde Sprint Edition

    La modalità più aggressiva “Dynamic” qua ha un vero significato, non come certi pretenziosi tasti Sport su diesel quattro cilindri, e cambia completamente il carattere della Mito. Già in Normal la spinta del motore è molto buona, ma in Dynamic diventa sorprendentemente vigorosa e quando incontriamo i primi tornanti del percorso la differenza in reattività è impressionante. Per essere un piccolo 1400 di cilindrata la spinta del turbo è davvero aggressiva (evidenziata dal turbo lag presente fino a 2600/2700 giri) e nonostante la presenza del differenziale autobloccante elettronico Q2 l’anteriore ha il suo bel da fare per scaricare a terra tutta la coppia del Multiair. In questa modalità le sospensioni sono più rigide, lo sterzo più consistente e diretto – anche se non diventa mai troppo comunicativo – e l’acceleratore viene risvegliato dal suo torpore; per fare un esempio, mentre in Normal è praticamente impossibile eseguire il punta tacco, in Dynamic viene spontaneo vista la sua prontezza, e permette di tenere un bel ritmo lungo il percorso.

    Alfa Romeo Mito Quadrifoglio Verde Sprint Edition

    Tutta questa foga del turbo non aiuta a guidare pulito, ma è divertente: bisogna non esagerare in ingresso curva scegliendo delle traiettorie impeccabili, così da poter dar sfogo in uscita a tutta la coppia del motore sapendo che la tenuta è ottima e il cambio a sei marce brillante. L’accelerazione è piacevolmente sottolineata anche dalla tonalità di scarico, molto cupa prima dei 4000 giri e più confusa poi, anche se non chiassosa ed elaborata come quella della 500 Abarth. In tutto questo processo manca un po’ di coinvolgimento da parte del telaio che rimane sempre molto composto, ma dopotutto è anche ciò che rende la Quadrifoglio Verde così godibile in ogni occasione: non sarà “hardcore” o focalizzata come una Clio Rs o una Mini JCW, ma sa farvi divertire in un percorso tortuoso – che è la cosa importante – a cui fra l’altro si devono anche aggiungere un appeal ed una estetica invidiabili.

    Alfa Romeo Mito Quadrifoglio Verde Sprint Edition
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