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Volkswagen Corrado VR6, una piccola perla degli anni '90

12 febbraio 2018
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    Con un motore particolarissimo e un aspetto ancora attraente, attira gli sguardi oggi come allora. E si guida un gran bene

    di Dan Prosser

    Come combinare la potenza di un sei cilindri con la compattezza di un quattro? Questo era il problema per Volkswagen all'inizio degli anni '90. La Volkswagen Corrado, basata sulla piattaforma della Golf di seconda generazione, debuttò nel 1988 come alternativa alla Scirocco, sostituendola poi del tutto quattro anni dopo; al lancio, la versione più veloce era la G60 da 160 Cv, quattro cilindri con compressore volumetrico che anticipò l'ancor più interessante VR6 del 1992. VR sta per V-Reihenmotor, che si traduce in V in linea, in pratica entrambi i layout dei cilindri a V e in linea insieme. Che è, ovviamente, una contraddizione in termini. La realtà è quella di un normale V6 molto stretto da 2861 cc, con le bancate a 15°. A differenza di un V6 convenzionale, ma esattamente come un sei cilindri in linea, c'è un'unica testata. Il risultato è un sei cilindri molto meno ingombrante di un tipico V6 e ben più corto di un sei in linea; infatti è più vicino a un quattro cilindri che a un sei, il che significa che poteva stare facilmente nel vano motore di una Golf. Una trovata creativa e borderline.

    Una Volkswagen da sogno

    Volkswagen Corrado VR6, una piccola perla degli anni '90

    La VR6 contava su 192 Cv e 245 Nm di coppia, che la sparavano da 0 a 100 km/h in 6.7", una bella accelerazione anche oggi ma che all'epoca era davvero notevole e sfruttava gran parte delle sospensioni della Golf di terza generazione e aveva trazione anteriore. Veniva costruita da Karmann nell'ormai defunto stabilimento di Osnabruck e ottenne gran successo con la stampa, oltre a diventare oggetto di culto fra teenager e giovani adulti, un entusiasmo che è vivo ancora oggi.

    L'auto che vedete in queste foto è di Darren Pumfrett ed è una delle 500 Storm prodotte. E' una edizione speciale venduta nel solo Regno Unito ed è del 1995. Era disponibile in due colori, Mystic Blue o Classic Green e sfoggiava cerchi BBS Solitude da 15", abitacolo esclusivo rivestito in pelle e svariati badge Storm. "Ero uno da Ford, ma poi un mio amico mi ha venduto una Golf VR6. Quella Golf, con 200.000 km, si presentava come una Ford che ne ha fatti la metà. Ecco come sono entrato nel mondo VW. Ho comprato questa Corrado cinque anni fa e da allora ci ho fatto giusto 8000 km. La uso giusto per andare ai raduni. E' un'auto molto rispettata. Non è nulla di davvero speciale, ma dato che se ne vedono così poche cattura l'attenzione. Un tizio con una Porsche 911 Turbo mi ha seguito, mi sono fermato e mi ha chiesto di vendergliela; diceva che ne aveva avuta una e che moriva dalla voglia di possederne un'altra"

    Com'è

    Oggi appare piccola e alta sulle sospensioni, con le ruotine che scompaiono nei passaruota. La vetratura ricorda quella della Scirocco, il che la invecchia nonostante le belle proporzioni. La qualità degli interni non è quella sopraffina di certe vetture tedesche degli anni '80, ma a confronto con una Ford o una Opel dell'epoca è tutto un altro pianeta; la plancia è semplice e con la pelle nera è un ambiente piuttosto sobrio, ma i sedili risultano ancora lussuosi e in movimento non ci sono quei cigolii e squittii che affliggono auto vecchie di vent'anni.

    Come va

    Volkswagen Corrado VR6, una piccola perla degli anni '90

    Con tale escursione delle sospensioni e spalle così alte, la qualità di marcia è un po' pigra. Non assorbe le imperfezioni dell'asfalto come una vecchia Citroen, ma non c'è ombra della durezza esagerata che affligge molte vetture moderne. Ciò che è davvero notevole è il modo in cui la Corrado si comporta ad alta velocità, come se potesse avvicinare di qualche centimetro il baricentro all'asfalto; guadagna un controllo notevole e non galleggia assolutamente come quegli spazi sotto i passaruota potrebbero far pensare.

    Lo sterzo non è lento come si potrebbe immaginare ed ha una pesantezza piuttosto naturale. Una volta inserito il muso in curva e caricato il telaio, il volante trasmette delicatezza e feedback. Ci sono vari comportamenti dinamici appena iniziato a curvare, ma sembra che tutto avvenga in un unico movimento all'unisono. Dapprima il rollio: l'auto si inclina sullo pneumatico anteriore esterno, schiacciandolo con forza nell'asfalto; è qui che le forze in gioco trovano la via per lo sterzo, che si carica in modo meraviglioso e descrive un ottimo ritratto del grip disponibile all'anteriore. Immediatamente, l'asse posteriore entra in gioco; non esce di traiettoria, almeno non ad un ritmo non esagerato, ma senti che assume un qualche comportamento. Ricevi informazioni anche in merito allo pneumatico posteriore esterno che raggiunge il limite del grip con la stessa progressione di quello anteriore.

    C'è equilibrio nella Corrado ed è estremamente composta, non sottosterza e non sovrasterza, percorre correttamente la curva al limite del grip laterale. Certo se entri forte e alzi il gas di colpo il posteriore, naturalmente, cercherà di superare l'anteriore, ma per provocarla devi davvero esagerare.

    Volkswagen Corrado VR6, una piccola perla degli anni '90

    Quanto al motore, a partire dai 2000 giri la VR6 spinge davvero bene. Le marce sono piuttosto lunghe – in seconda sfiori i 100 km/h – e pertanto le performance in rettilineo sono relativamente esaltanti, ma c'è coppia sufficiente per spingere con una certa muscolosità in tutti i rapporti. Il motore gira pulito e fluido e a 4500 giri spinge con tanta energia che ti sembra stia per toccare il limitatore; in realtà manca ancora un po' per raggiungere la zona rossa dei 6500, raggiunti i quali gira con tanta intensità che giureresti di essere a 8000.

    Nel cambio c'è quell'azione oleosa che molti proprietari di Volkswagen recenti riconosceranno. Ti dà la sensazione di lavorare appena sotto la parte visibile della leva, il che si traduce in un'azione più corta e diretta della contemporanea Golf VR6 di terza generazione, sulla quale dovevi chiedere l'aiuto dei passeggeri posteriori per infilare la seconda e la quarta. Le marce lunghe e i movimenti del telaio, oltre all'età relativamente avanzata richiedono un ritmo diverso e meno impegnato rispetto a quello odierno. Oggi non ama essere strapazzata come una moderna hot hatch, ma all'epoca era ben diverso. Con uno scarico Milltek, poi – come quello di questo esemplare – emette un bell'ululato da sei cilindri. Ciò che conta maggiormente, comunque, è che ad ogni accelerazione ti ricordi dell'inusuale motore che si trova sotto il cofano.

    Un'altra particolarità della Corrado è lo spoiler automatico. Si estende a 70 km/h e si ritrae a bassa velocità, ma volendo puoi attivarlo manualmente con l'apposito pulsante sulla colonna dello sterzo. Volkswagen diceva che avesse effettivo effetto deportante ad alta velocità senza risultare fastidioso durante la marcia in città, ma a conti fatti era giusto un aggeggio divertente. "Mio papà aveva una Corrado e io, seduto dietro, fissavo quello spoiler fare su e giù" racconta il fotografo Dean Smith.

    Comprarne una oggi

    La Volkswagen Corrado è un'auto rara, ma sembra non aver catturato l'attenzione degli speculatori come tante altre vetture certamente ancora attraenti ma non dotate di particolare attrattiva a livello collezionistico. Ciò significa che per portarne a casa una oggi non dovremo nuotare fra gli squali. Si parte da poche migliaia di Euro per gli esemplari più "vissuti", fino ad un massimo di 15.000 Euro richiesti da chi proprio "ci prova". Una cifra onesta potrebbe essere quella di 6-8000 Euro.

    La Corrado VR6, invece, è ancora più rara e i pochi esemplari si contano quasi sulle dita di una sola mano, almeno alla data in cui abbiamo spulciato gli annunci di vetture usate. Per l'Italia è normale, perché da noi costava un patrimonio e, se non ricordiamo male, ne furono vendute appena una settantina. Bisogna quindi allungare lo sguardo oltre confine, dove le cifre sembrano aggirarsi sui 15-20.000 Euro.

    (Video di Idiotprooffilms)

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